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Punizione
corretta
Per prima
cosa quando decidiamo di punire il cane
possiamo farlo solo nel momento stesso in cui compie
l'atto che si vuol punire.
IMMEDIATEZZA è la
parola giusta per una punizione efficace.
Per meglio comprendere il concetto descriverò
in modo schematico un esempio di corretta punizione:
- il cane viene colto
sul misfatto. In quello stesso momento lo
sgridiamo con un secco e perentorio NO.
Se la sola voce non è sufficiente, prendetelo per
la pelle, nella parte posteriore del collo,
sollevatelo leggermente da terra ripetendo il NO.
Non appena il cane smette di compiere il misfatto,
la punizione deve cessare ed il vostro comportamento
dovrà essere neutro ed indifferente.
Non insistete con la punizione esagerando (non
dovevi farlo…, sei un brutto cane cattivo…, guai
a te se ci riprovi…, ecc….), il cane
non capirà l'esatto motivo per cui è stato punito,
ma penserà: - se
faccio la marachella mi puniscono, se smetto di
farla mi puniscono, ma che incomprensibili
esseri che sono questi uomini -.
Migliorando il nostro corretto modo di comunicare
con lui renderà più semplice il rapporto.
Due
concetti però sono fondamentali per capire appieno
come il cane recepisce l’azione della punizione:
IL
PRIMO - Il cane apprende per condizionamento,
dovremmo quindi ripetere quella determinata azione
più volte (uso il termine “più volte”
perché non abbiamo un numero preciso di volte per
una determinata azione, il tutto
dipende da svariati fattori), prima che il
cane l’assimili e la utilizzi appieno. Sappiamo
con certezza che se azioni uguali fra loro sono
ripetute più volte, il cane viene "condizionato"
e quindi apprende.
Non diamo l'appellativo di testone al nostro cane
se non ha ben compreso una certa cosa, forse le
ripetizioni sono insufficienti oppure il nostro
modo di comunicare non è corretto.
IL
SECONDO – Se nell’azione di punizione
intervenite direttamente facendo percepire al cane
che siete voi ad infliggere la punizione otterrete
un buon risultato, ma parziale. Mi spiego meglio, se
sgridate il vostro cane (come sopra descritto),
perché sta mordicchiando una penna, ovviamente la
vostra preferita, lui capirà che "VOI non
volete che lui morda la penna" ma se VOI
non siete presenti, lui riterrà di poterla
mordicchiare quanto vuole e non certo per farvi un
dispetto.
Per far capire al cane che non deve "in
assoluto" compiere una certa azione, dovrete
utilizzare una punizione remota.
Punizione
remota
Per
punizione remota, intendo una punizione che arriva
da una entità non identificabile e che quindi fa
credere al cane che compiendo quella determinata
azione, causa una "reazione" contraria
spiacevole, non per volere di qualcuno, ma
semplicemente perché
lui ha preso l’iniziativa di
intraprendere quella precisa azione.
Anche
in questo caso per capire meglio faccio un esempio:
- sappiamo che il cane
rosicchia in nostra assenza la nostra famosa penna.
Con premeditazione cospargiamo l’oggetto di un
liquido repellente (in commercio ne esistono di vari
tipi) e lo lasciamo in bella mostra.
Appena il cane prenderà in bocca, molto
probabilmente in nostra assenza, la penna e sentendo
il sapore repellente la sputerà prontamente.
Siate certi che nel giro di pochi giorni tale
comportamento andrà a scomparire (può capitare che
la sostanza repellente per un soggetto non lo sia
per un altro).
Con
una corretta tecnica e un po’ di fantasia tale
tecnica può essere applicata in tantissime
occasioni. Altri esempi potrebbero essere:
- il cane che abbaia in
cortile per attirare la nostra attenzione. Se
usciamo e lo sgridiamo un po' d’attenzione
comunque gli è concessa ed infatti smette solo
per pochi momenti, poi ricomincia. Se invece di
uscire a sgridarlo, senza farvi vedere, gli
tirate una secchiata d'acqua (il classico
gavettone), proporzionato alle sue dimensioni (non
dobbiamo affogarlo). Vi garantisco che dopo poche
volte non abbaierà più.
Il tutto funziona senza traumi o violenze (al
massimo un bel bagno).
Il cane mostrava un determinato comportamento (abbaiare
per raggiungere uno scopo) per attirare
l'attenzione, ma avendone raggiunto uno
completamente differente, un bagno d'acqua, non
ripeterà più quell'azione.
-
il
cane si precipita alla porta abbaiando e
saltando ogni volta che suonano il campanello.
Facendo finta di leggere o compiere normali
faccende domestiche, ignoro il comportamento del
cane e mentre continuo nella mia azione gli tiro un
giornale o un'altro oggetto (non pesante e non per
fargli del male), che deve sorprendere il cane.
Andrò poi ad aprire la porta continuando ad
ignorarlo ed invitando l'ospite a fare
altrettanto, fino a quando il cane non si sarà
calmato. Solo in quel momento gli rivolgeremo
le giuste attenzioni.
Questo per farvi capire che è preferibile lavorare
sullo stimolo che porta il cane ad avere quel comportamento.
Se una certa azione non porta al successo sperato (cibo,
attenzione, ecc...), ma al fastidio di riviste che
volano, acqua che cade dall'alto o all'essere
ignorato, il cane non la ripeterà più. |