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| TRAINING -
Educazione ed addestramento |
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Educazione e addestramento, 2 concetti ben distinti |
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Il Retriever è un cane molto intelligente
equilibrato e docile che porta in eredità
l'istinto naturale del riporto e un profondo amore
per qualsiasi altro essere vivente, tutto questo
però non
è sufficiente per far si
che il cane possa auto educarsi.
Un grande uomo di scienza non potrebbe diventare
tale se non gli fosse concesso di coltivare e
approfondire le grandi doti che la natura gli ha
donato. Allo stesso modo il nostro cucciolo ha la
necessità di una guida, che l’accompagni e
lo aiuti a crescere e che ne esalti le sue
attitudini naturali.
Il compito di condurli in questo cammino spetta ai
proprietari, termine bruttissimo, ma che ci aiuta
a capire, che devono apprendere come si
articola e si sviluppa il linguaggio del loro
cucciolo, per poter avere tutti gli strumenti
necessari per una corretta educazione di vita
quotidiana, che passa attraverso tutta una serie
di regole comportamentali atte a farvi riconoscere
in modo naturale e non violento, perfetti
capobranco, per guidarlo in un mondo, il nostro, che
per lui è difficile da comprendere.
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Cos'è
l'addestramento? |
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Nell’ambito del mio lavoro di educatore e
allevatore incontro persone che hanno da poco
accolto nella loro famiglia un cucciolo.
Pochi di loro sono interessati ad addestrarlo, perché
dicono di non desiderare un cane
ammaestrato, ma un compagno per la loro vita quotidiana.
Il concetto
dell'addestramento è il primo gradino da superare.
Educare il nostro cucciolo vuol dire,
guidarlo correttamente senza l’utilizzo della
coercizione (vedi paragrafo sottostante)
durante la crescita quotidiana, nel
massimo rispetto delle sue attitudini naturali, per
renderlo consapevole di essere un membro utile
alla famiglia (il branco), qualunque sia il suo
compito, cacciatore o compagno di giochi e di sport,
rendendolo equilibrato, felice ed affidabile.
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La coercizione |
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L’errato
concetto di addestramento deriva dal comportamento
di alcuni che utilizzano il cane come
strumento per apparire e che non si fanno scrupoli nel
servirsi di metodi di coercizione, collari
elettrici, botte e quant’altro possa essere
utile per convincere il cane ad obbedire.
Ritengo che le metodologie utilizzate in questi
casi siano devastanti tanto per il cane,
quanto per la crescita di una corretta cultura
cinofila nel nostro Paese.
L’amore per i Retrievers ed il profondo rispetto
che nutro per tutte le razze canine in genere mi
porta ad utilizzare termini molto forti per
descrivere il disappunto che provo quando,
osservando cani al lavoro, mi rendo
conto che il loro "perfetto"
movimento deriva solo da metodologie coercitive
che inducono il cane a quel comportamento.
Non nutro alcuna stima per coloro che utilizzano
tali metodologie come pratiche consuete di
addestramento, indipendentemente dal fatto che il
povero animale sia portato o meno a quel tipo di
lavoro.
Non fatevi ingannare da alcune “grandi
prestazioni”.
Ad un occhio non esperto questo potrà apparire
difficile da cogliere, ma vi assicuro che con un
po’ di esperienza chiunque potrà distinguere
tra un cane che esegue meccanicamente un esercizio
ed un altro che esegue lo stesso, in modo naturale
per le caratteristiche tipiche di quella razza e
quindi per questo corretto.
Sono
strenuo sostenitore della “corrente di
pensiero” che sostiene che sia CORRETTO
un cane che esegue un esercizio, sia perfettamente
sotto il controllo del suo conduttore, ma
utilizzando le naturali attitudini insite in
quella specifica razza.
Far lavorare un Retriever come un Pastore Tedesco
è sbagliato e dannoso per il cane. |
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Educazione
ed addestramento |
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